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4月14日 Ciclisti del CASSOSalve, ancora una volta mi trovo a raccontare un avventura con gli amici, ma questa volta sono sicuro che ne rimarrò segnato per qualche giorno. Se volete saperne di più andate avanti con la lettura….. Alle ore 17.00 mi chiama Fabio, che esce di casa con la bici per venire da me. Inizialmente ho pensato: “Ma chi cazzo me lo fa fare uscire di casa per uccidermi in bici, visto che non ho il fisico di una volta e dopo aver giocato a calcetto stamattina?” Poi, quando è passato verso le 17.40, visto che avevo trovato l’ispirazione siamo usciti, prima per gonfiare le mie ruote dal gommista, poi per fare un giro. Decidiamo la meta: Psg a trovare Cinghio. Per le Moie la strada ci è molto di aiuto: tutta discesa e pochi tratti in pianura. Qui a mo’ di tappa, con telecronaca del caso, ci superiamo a vicenda più volte fino ad arrivare al Salvano. Di qui facile arrivare alla Mediolanum, se non per il tratto Palasavelli, tutta salita che dopo 3 anni di completa inattività sembra ripida come lo Zoncolan. Arrivati in banca, incontriamo subito il Cinghiale, che ci invidia ma non abbastanza da fargli rifiutare il caffè con Katia (che effettivamente meritava… e molto). Ricapitolando: ore 18.50 arrivati, li non si può non passare al Mc….poi in bici è d’obbligo il Mc drive! Ore 19.00: ci presentiamo alla cassa normale con la coda tra le gambe! Due Patate Vertigo e una porzione da 6 di Mc nuggets…..devastante! Visto l’ora decidiamo per il ritorno: - prima offerta: passare tranquilli per le Moie e tornare a casa (Fabio); - seconda offerta: attraversare Psg e risalire per capodarco (Gnappe); Secondo voi? Ovviamente prevale la pazzia: Capodarco forever! Lungo mare sciolti: la pianura passa veramente veloce sotto le nostre ruote. Da notare che un ciclista serio mi sorpassa davanti al Tropical, tento l’aggancio ma i rapporti non bastano, abbasso la cresta e me ne torno con la mia andatura. Perdiamo l’orientamento del tempo e iniziamo la “Salitona” Tagliando qualche strada arriviamo al curvane vicino al ponte dell’autostrada e facciamo una sosta. Ancora un mio suggerimento ci spinge per “tagliare” un po di strada passando per Monte San Martino: questo è lo Zoncolan. Cade la catena della bici di Fabio……ma allora porco…. dopo venti metri di salita scendiamo e portiamo la bici a braccetto…..inizia a piovere……. Ma allora porco…… Rassicuro Fabio “Dopo una grande salita c’è una grande discesa!” ma la discesa tarda ad arrivare e fino in cima è dura. Usciamo al semaforo di Capodarco, e chiamiamo le famiglie per rassicurale. Rifiutiamo ogni aiuto dell’uomo (furgone padre di Fabio) e proseguiamo. Attraversiamo il centro città…. Ancora discesa e pezzo dritto fino al buio totale del tratto successivo….. la pioggia aumenta, e a velocità sostenuta non si vede un cazzo…………….. All’improvviso due fari si dirigono verso di noi nella notte…….Massimo! Dio grazie! Mettiamo le bici nel furgone….. e dentro, all’asciutto finalmente! Vado a casa riaccompagnato dal salvatore….. faccio la doccia e crollo, forse malato….tanto per cambiare!
ALLORA IO DICO: "PERCHE' NON UN VIAGGIO A TAPPE O SIMILE!?" |
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